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sabato 4 Novembre , 2023

PORTI – Gabriele Basilico

Periodo: 04/11/23-08/01/2024
Luogo: Via dei Mille 36
Artisti: Gabriele Basilico

PHOTO&CONTEMPORARY , in occasione dell’Art-week torinese, è lieta di ospitare la retrospettiva “PORTI” di Gabriele Basilico, di cui sono in corso 2 grandi antologiche a Pal.Reale e alla Triennale di Milano sul tema delle città.

Per celebrare il grande artista milanese abbiamo scelto uno dei temi a lui cari in quanto nei porti si misurava come fotografo e come uomo. Li riteneva spazi entro cui immaginare di conquistare il mondo : “Ho capito che forse non serve conquistare il mondo; la mia testa lo vorrebbe fare, ma il mio corpo mi dice che è impossibile.”Per vedere i porti in giro per l’Europa pellegrinò da un luogo all’altro, evidenziandone  differenze e somiglianze. ”E’ un viaggio parziale, personale. Forse non è necessario vedere tutto”.

Due sono i metodi utilizzati dall’artista: ampia ricognizione e minuziosa catalogazione per Milano e le grandi città e scelta selettiva della veduta per i porti. Qui le immagini sono in minor numero, ma l’inquadratura (e qui la fotografia diventa visione pittorica) contiene quanti più elementi possibili del paesaggio, tende ad essere assoluta, comprensiva di tutti gli elementi significativi di una porzione di mondo molto più ampia. Basilico riesce quindi a raccontare tanto, tutto con un solo gesto, una sola ripresa.

“Tuttavia i porti, come luogo, confrontati con gli altri paesaggi che ho incontrato e che tradizionalmente incontro nelle mie campagne fotografiche offrono qualcosa di più, quasi in eccesso. Le stesse architetture industriali, le stesse strade apparentemente vuote, rit­mate dai pali della luce e ridisegnate dai cavi elettrici, le stesse officine produttive, a volte celate dietro cortine murarie, a volte prepotentemente emergenti o magnificamente isola­te, come i complessi siderurgici o le centrali elettriche. Per non parlare del senso di equili­brio e di monumentale calma espressi dall’allineamento dei silos, o del sovrapporsi in fuga prospettica, quasi parata militare, delle gru in fila e delle gigantesche macchine di solleva­mento dei container. Questa spettacolare città meccanica, agitata o ordinata a seconda dei momenti e dei luoghi, ha come sfondo, come argine di contenimento il mare. Trasparente fino a confondersi con il cielo o denso e mieloso, come un magma gigantesco, inoffensivo o agitato, il mare si pone come un confine naturale, un grande piano di compensazione della terra ferma, una presenza importante che si spinge fino ad annullarsi con la linea dell’orizzonte. Un segno lontano, quasi un limite sicuro, a cui fare riferimento, al di qua del quale si è stimolati a costruire la visione del mondo tangibile con la consapevolezza che oltre quella linea dove la percezione sfuma nell’infinito c’è tutto lo spazio per immaginare un mondo lontano.” in G. Basilico, Porti di mare,  Art&, Udine 1990

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