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giovedì 19 Settembre , 2024

IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME

Periodo: 19/09/24 – 25/10/24
Luogo: Photo and Contemporary
Artisti: Ernesto Morales

PHOTO&CONTEMPORARY è lieta di annunciare la prima mostra personale in galleria del pittore ERNESTO MORALES “Il cielo stellato sopra di me” fino al 19 OTTOBRE p.v.

Saranno in mostra una decina di opere di grande e medio formato delle nuove serie sulle stelle Nebulose e Supernove.

Il progetto di Morales nasce nel 2021 per approfondire un tema a lui caro da sempre:

le interconnessioni spazio temporali che influiscono consciamente o inconsciamente sull’uomo. La NEBULOSA, termine con cui si indica una qualsiasi forma astronomica di grandi dimensioni, include nubi e costellazioni, soggetti iconici per Morales. Gli elementi che compongono il cosmo sono gli stessi che ritroviamo nel corpo umano, elementi che ritroviamo nella tavola periodica di Mendeleev. Il legame quindi tra macrocosmo e microcosmo è forte : “Sicut in alto sicut in basso” diceva Ermete Trismegisto secoli prima di Carl Jung, secondo il quale siamo in armonia con l’universo e la nostra anima entra in risonanza con il macrocosmo. Osservando l’infinito comprendiamo o meglio, proviamo a comprendere, il finito. La cosmogonia, la concezione eliocentrica, l’infinitamente grande, ci rimanda all’atomo, al nucleo attorno a cui ruotano gli elettroni, l’infinitamente piccolo.

Fil rouge del lavoro di Morales, il tempo, in senso fisico e metafisico. Esso entra a far parte dell’opera in modo importante: la tecnica pittorica col pennello monofilo prevede un tempo di realizzazione tutt’altro che rapido, nulla ha a che fare con la fulminea pennellata con cui si immagina l’artista aggredisca la tela. Il tempo richiede tempo. Il tempo non comincia e non finisce, a volte la tela circolare esplica meglio e aiuta a comprendere ciò che per l’uomo è incomprensibile. Per l’uomo la percezione del tempo non può prescindere dalla sequenzialità scandita di quello che una volta non esisteva, che l’uomo ha dovuto creare per poter esistere: il tempo misurato. La contemporaneità appartiene solo a Dio. Con il tempo tentiamo di dare un ordine a ciò che un ordine non ha. L’universo ci contiene e ci inghiotte, ci illudiamo di nutrirci di qualcosa che in realtà si nutre di noi, in una visione di Leopardiana memoria, la Natura matrigna in realtà ci ignora da sempre, e bene che fa.

La nuova serie delle SUPERNOVA, formazioni che rappresentano l’evolversi delle Nebulose dopo il loro collasso nello spazio cosmico, viene invece affrontata dal pittore attraverso una tecnica completamente diversa che prevede l’uso di pigmenti speciali interferenti, che contengono microsfere in grado di riflettere la luce, mescolate ai pigmenti puri che l’artista

prepara personalmente macinando lapislazzuli per l’azzurro, malachite per il verde etc,; polveri che poi mescola con l’olio per una stesura più fluida. Il nocciolo delle Supernova emette energia e luce sorprendente, soprattutto in condizioni di ombra. Le opere hanno quindi un duplice aspetto: illuminate o in ombra ci appaiono completamente diverse! Lo spettatore si pone quindi di fronte a Nebulose fisiche e non, in una realtà immersiva che lo invita a riflettere su di sé, nonché sull’interdipendenza tra tutti gli esseri come lo sono gli stessi componenti l’Universo.

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