giovedì 18 Settembre , 2025
Francesco Bosso – TIMELESS ROOTS
Photo&Contemporary è lieta di presentare “Timeless Roots”, la nuova mostra personale di Francesco Bosso (Barletta, 1959), noto interprete del paesaggio in b/n, che affonda le sue radici nella grande tradizione americana: da Kim Weston, nipote del grande maestro Edward a John Sexton e Alan Ross, assistenti di Ansel Adams, da cui ha ereditato l’attenzione alla luce, alla composizione e al paesaggio come forma di introspezione.
L’esposizione ruota attorno ad una selezione di 12 potenti immagini in bianco e nero (formati 70 x 80 cm. e 90 x 120 cm.) in cui Bosso esalta l’imponenza scultorea di ulivi millenari della Puglia e di terre emerse dal mare, trasformandoli in icone senza tempo. Gli alberi e le isole diventano forme essenziali, radicate nella terra e nella luce, sospese tra materia, silenzio e memoria.
ALIVE (2021) è il titolo del ciclo dedicato ai maestosi ulivi pugliesi, un corpus di opere di grande formato che affronta con forte intensità visiva il tema della resistenza e della perdita nella natura, sullo sfondo della devastazione causata dalla Xylella (batterio che sta causando gravi problemi in Puglia). Questo lavoro nasce da un lungo percorso tra gli ulivi monumentali del Nord della regione e quelli disseccati del Salento: una sorta di reportage del paesaggio che, nella riduzione degli elementi visivi e nel rigore compositivo, rivela la drammaticità di un lento disfacimento.
Accanto a questo nucleo centrale, in mostra, sono esposte alcune opere della serie “Waterheaven”, già presentata in anteprima nell’aprile 2019 a Torino presso Camera / Centro Italiano per la Fotografia, e realizzate in diverse isole oceaniche, che amplificano il dialogo con la poetica dell’artista per coerenza linguistica e spiritualità del paesaggio. Questa serie è stata scattata tra Indonesia, Thailandia e Portogallo, durante i frequenti viaggi dell’autore.
La fotografia di Francesco Bosso nasce da un processo complesso ed esclusivamente analogico: l’autore utilizza solo il banco ottico con pellicola di grande formato e stampa personalmente a mano ogni opera su carta baritata alla gelatina d’argento, con trattamento al selenio. Ogni immagine è il frutto di un lungo percorso controllato in ogni passaggio, dalla ripresa alla stampa finale.
Scrive il critico Gianluca Marziani: "Il mondo diventa omogeneo davanti agli occhi del fotografo; dal Salento alle Seychelles, dalla montagna svizzera alle terre vulcaniche, tutto si ricompone in una grammatica dello sguardo dove ciò che è visibile si dissolve in ciò che è invisibile e indicibile."
Le opere di Francesco Bosso fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, mentre diversi progetti espositivi sono stati ospitati in istituzioni nazionali ed internazionali, tra cui il Museo delle Arti Visive di Spoleto (che nel 2014 gli ha dedicato una grande retrospettiva), la 56ª Biennale di Venezia (2015, mostra Present Nearness), il Museo Pignatelli di Napoli, il Museo Pino Pascali di Polignano, il Centro Culturale Candiani di Venezia, il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, il Cultural Centre Museum di Hong Kong e la M50 Space Gallery di Shanghai. Ha inoltre tenuto mostre personali in diverse città europee tra cui Parigi, Monaco di Baviera, Karlsruhe, Bruxelles.
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