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domenica 20 Settembre , 2009

Ahwal – Stati dell’anima

Luogo: Photo&Contemporary, Torino
Artisti: Patrizia Guerresi Maïmouna

In occasione di Ouverture 2009, apertura collettiva delle gallerie torinesi associate TAG, Photo&Contemporary è lieta di presentare una nuova personale site-specific di Patrizia Guerresi Maïmouna. Scultrice, fotografa, autrice di video e di installazioni, Patrizia Guerresi Maïmouna ricerca le espressioni multiformi del mito e del sacro in figure umane, maschili e femminili, ritratte in pose statuarie. Dalla fotografia al video, dalle installazioni alle sculture, Maïmouna continua a raccontare, con la stessa sensibilità e senza compromessi, il disagio e la bellezza della diversità, interpretando al meglio la problematica multirazziale contemporanea, in cui popoli di tutte le provenienze tentano a grande fatica l’integrazione all’interno di società profondamente differenti. 
Il binomio culturale e razziale esemplifica la simbologie dualistiche con radici ancestrali e cosmologiche appartenenti all’immenso patrimonio delle culture mondiali, tanto europee, quanto africane e asiatiche. Ahwal (Akwal) è il titolo della mostra , che l’artista propone come un viaggio nella percezione dello spirito in continua evoluzione come l’universo. In arabo e per la mistica sufi significa “gli stati dell’anima nella sua ricerca del divino”: sono temporanei stati di consapevolezza in genere prodotti da pratiche rituali che influenzano psicologicamente e spiritualmente l’uomo sulla via dell’avvicinamento a Dio, sono fasi necessarie per l’esperienza liberatoria umana grazie a cui si può consapevolmente distinguere il contingente da ciò che invece ha valore eterno. Nella prima sala della galleria sarà disposta a parete un’installazione di tondi fotografici in differenti misure che rappresentano una figura femminile vestita di nero vista dall’alto in diverse fasi di rotazione antioraria : il titolo dell’installazione è Kawm (Cosmo) e ricorda la danza mistica dei sufi. Sul pavimento un piccolo tappeto realizzato in fusione in bronzo con ricami femminili porta in rilievo impronte di piedi. Nella seconda sala verrà presentato il video Oracles (video a colori 6’10’’ recentemente presentato nella mostra Teatri Possibili - Palazzo Ferrero, Biella curata da Andrea Busto). L’opera è composta da tre proiezioni simultanee in cui altrettanti personaggi simbolici – interpretati rispettivamente da una donna bianca vestita di nero, una mulatta vestita di bianco ed una nera vestita di rosso – ruotano su se stesse prima lentamente, poi sempre più velocemente, al suono di una melodia sufi, ipnotica ed incalzante, che a poco a poco pare scomporle, dissolverle e fonderle in un’unica campitura rossa. Queste immagini che si interscambiano in continuazione da uno schermo all’altro, determinano una tensione energetica raccogliendo in sé simbologie sufiche e cabaliste. Le scelte cromatiche ed il ritmo rimandano ad una tipologia ancestrale africana, combinandola con reminescenze della cultura occidentale e ristabilendo il rapporto fra centro e lati, tipico delle pale d’altare che compongono i trittici. Altri soggetti fotografici in grande formato completano l’esposizione.

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