Paolo Mussat Sartor
Paolo Mussat Sartor nasce a Torino nel 1947, città dove tuttora vive e lavora. Autodidatta, inizia a fotografare nel 1966. Due anni dopo, nel 1968, avvia una collaborazione con Gian Enzo Sperone, entrando in contatto con numerosi artisti italiani e stranieri che espongono nella sua galleria. Questo periodo segna l’inizio della sua attività di fotografo nel mondo dell’arte, documentando opere e realizzando ritratti di artisti.
Le sue fotografie vengono esposte e pubblicate in cataloghi d’arte e riviste specializzate a livello internazionale. Collabora con importanti riviste d’arte e architettura come Domus, Abitare, Vogue, Casa Vogue e Ottagono. Nel 1979, la casa editrice Stampatori pubblica il volume Paolo Mussat Sartor Fotografo 1968/1978. Arte e Artisti in Italia, un libro che raccoglie dieci anni di immagini e testimonianze della sua collaborazione con artisti italiani contemporanei.
Parallelamente all’attività di documentazione, a partire dal 1970 Mussat Sartor sviluppa una propria ricerca artistica attraverso il linguaggio fotografico. Dal 1985 introduce un nuovo approccio alla fotografia, intervenendo sulle stampe con pigmenti colorati e tecniche miste, creando esemplari unici. Questa sperimentazione rappresenta un’evoluzione del suo percorso, unendo fotografia e pittura in un linguaggio personale e innovativo.
Parlare di Paolo Mussat Sartor significa utilizzare tre parole chiave: cronista, documento, ricerca. Questi termini, apparentemente distinti, sono in realtà intrecciati nella sua esperienza artistica. La sua attività non segue una linea temporale rigida: non vi è un prima e un dopo, un apprendistato e un successivo riconoscimento professionale. Sin dall’inizio, il suo lavoro si è sviluppato in modo continuo, caratterizzato da una ricerca seria e silenziosa.
Gli anni trascorsi rappresentano un accumulo di esperienze e di incontri con artisti che hanno dedicato la loro vita all’arte. Questo contatto diretto ha permesso a Mussat Sartor di trasformare il suo talento in una forma consapevole di espressione, facendo emergere il suo linguaggio visivo unico e riconoscibile nel panorama dell’arte contemporanea.
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