HOMAGE TO THE SQUARE

Photo&Contemporary, Torino

Dal 07/11/2015 al 19/12/2015

Albers, Alviani, Boetti, Bonalumi, Bonfanti, Castellani, Dadamaino, Halley, Paolini, Rousse, Savelli, Simeti, Wolf


PHOTO&CONTEMPORARY in occasione della Notte delle Arti Contemporanee del 7 NOVEMBRE p.v. è lieta di presentare "HOMAGE TO THE SQUARE", collettiva dedicata all’interpretazione della figura geometrica e fortemente simbolica del Quadrato. Simbolo universale della Terra, dello Spazio e della perfezione divina che si manifesta nella Realtà , il Quadrato si contrappone al Cerchio, immagine archetipica del Cielo , del Tempo (e della Psiche umana per Jung) , nel quale peraltro il Quadrato si inscrive a ricordare la dipendenza della Terra dal Cielo, Legato all’antica accezione di definizione e delimitazione dello spazio sacro e del tempio ed indissolubilmente al numero 4 è pertanto associato ai Quattro Elementi ed ai punti cardinali, al ciclo delle stagioni e dei mesi lunari, al Tetragramma ebraico del Nome di Dio, alla Tetraktis dei Pitagorici come espressione di equilibrio e giustizia. Partendo dalle mirabili intuizioni di Malevic e Albers e senza ovvie pretese di completezza, abbiamo raccolto un piccolo nucleo di opere accomunate da questo tema e dall’analisi di come questa fondamentale ed assoluta forma geometrica abbia colto l’attenzione di numerosi artisti moderni e contemporanei a partire dal suo rigore, dalla sua stabilità e dalle sue caratteristiche antidinamiche. "Homage to the Square" è esattamente il titolo scelto da Josef ALBERS per tutte le sue opere successive al 1950 (oltre 1000 dipinti), tutte di formato rigorosamente quadrato ed ossessivamente basate su una schema geometrico fisso,costituito dalla sovrapposizione di quadrati di diversa grandezza. E' proprio a partire dagli anni '50 infatti che il formato quadrato in precedenza quasi negletto diventa ricorrente ed in seguito negli anni ’60 e ‘70 molto utilizzato, seppur con scopi e finalità differenti. Ecco dunque alcuni tra i nomi più importanti della pittura astratta moderna e della più recente corrente Spazialista (Albers, Bonfanti, Alviani, Bonalumi, Castellani, Savelli, Dadamaino, Simeti) con i Poveristi Boetti e Paolini, con il maestro del Neo-Geo Peter Halley e con gli inevitabili riferimenti a Malevic, suggeriti dalle anamorfosi Georges Rousse e dall’istallazione “Meditation” di Silvio Wolf: autori nella cui ricerca il Quadrato assume le accezioni più libere e specifiche fino a divenire sinonimo di astratta purezza in uno spazio assoluto, puramente mentale.

866d5f61-ce1c-4b25-b7b6-5938baef139d.JPG5fb470e6-6a4b-44d7-b976-0414b42dd2bf.JPG18850667-1f8f-4eb5-bd57-c5f527ab9bec.JPGc1d18c93-d933-4425-b4f0-4dd203c9fd43.JPGe91088ae-8055-41ae-a562-6a39f2173d36.JPG37f32521-7437-498c-a9e3-975b185add89.JPG