EMILIO ISGRÒ

Photo&Contemporary, Torino

Dal 08/11/2013 al 23/12/2013

Emilio Isgrò


A meno di un mese dalla conclusione dell’ampia retrospettiva Emilio Isgrò. Modello Italia (2013 – 1964), una selezione di opere già presentate alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma saranno esposte da Sabato 9 Novembre 2013 alla galleria Photo&Contemporary di Torino. In particolare farà tappa negli spazi di Via dei Mille 36 una parte del ciclo ideato da Isgrò in vista dell’appuntamento romano alla Gnam, opere inedite accomunate nei titoli da un’unica radice: la parola Modello. Questi “modelli” scelti da uno dei maestri indiscussi dell’arte italiana – eletto «Artista dell’anno» da Rai Radio 3 dopo William Kentridge – altro non sono che le testate dei principali giornali italiani, «La Stampa» (rinominata Modello temporale), «Il Messaggero» (Modello romano), «La Gazzetta dello Sport» (Modello di verità), «Libero» (Modello generale), passando per il «Corriere della sera», «La Repubblica», «Avvenire», «Il Secolo XIX» e via dicendo. Cancellati più o meno totalmente, le testate, gli editoriali e gli articoli di fondo risultano illeggibili, mentre le immagini sono ridotte a silhouette ricoperte in bianco o nero, individuabili solo grazie ai formati e ai ben noti colori delle pagine, ad esempio il giallo di «Italia Oggi» o il rosa del «Sole 24 ore». L’iconoclastia è però solo apparente, poiché Isgrò restituisce con generosità al suo pubblico non solo gli strumenti della comunicazione – lettere e punteggiatura – ma insieme al codice anche un modo inedito di decifrarlo, più ambiguo, più vicino alla verità, come un monito sibillino. I giornali non ammutoliscono, dunque, ma rinnovano i loro contenuti grazie all’arte, che rende le parole evocative, allusive, ironiche e funzionali a innescare un pensiero “altro” da quello veicolato dalla stampa più diffusa e da una lettura consueta. Radice comune dei titoli – si diceva – resta quel Modello, che a Roma dava il titolo a una tela con l’Italia multicolore, ma striata con tratti di bitume, e alla rassegna antologica stessa, importante tappa della carriera di Isgrò, come lui stesso ha sottolineato in quel frangente. «Il mio Modello Italia – afferma l’artista - è un modello identitario che, partendo dall’arte, vuol recuperare quella unicità culturale che dal Rinascimento al Futurismo ha imposto l’Italia al rispetto del mondo. Perché sì, è vero, siamo economicamente e politicamente in crisi, una piccola potenza ormai. E tuttavia restiamo pur sempre una grande potenza culturale in grado di competere sui mercati globali. È da questa consapevolezza che dobbiamo ripartire noi artisti se vogliamo indicare le vie del coraggio anche all’economia e alla politica. Direi che il nostro è un dovere patriottico: per il nostro sistema Paese e per la stessa Europa». Le declinazioni di un possibile paradigma Italia, ovvero la decina di giornali cancellati, sono affiancate da una panoramica di opere tra le più significative della produzione di Isgrò degli ultimi tre anni (2010-2013), ovvero alcune tele e volumi dal ciclo La Costituzione cancellata, oltre alle ormai celebri carte geografiche. L’apertura della personale di Isgrò da Photo&Contemporary si situa all’interno degli appuntamenti di Artissima (fiera internazionale in programma tra 8 e 10 novembre), a cui la galleria prenderà parte come espositore e le opere saranno in mostra fino al 23 Dicembre. Per approfondire la poetica di Emilio Isgrò, sarà disponibile in galleria il catalogo, curato da Angela Rorro e Beatrice Benedetti, edito da Electa in occasione della mostra antologica alla Gnam. Il libro ha il pregio di ampliare lo sguardo sull’artista avvalendosi delle testimonianze e dei contributi di intellettuali e personaggi della cultura non necessariamente legati al mondo dell’arte. Al suo interno, infatti, si possono apprezzare tra gli altri i testi di: Ferruccio de Bortoli, Aldo Nove, Roberto Andò, Gillo Dorfles, Maurizio Cattelan.

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