VINTAGE PRINTS 1972-1983 DA UNA COLLEZIONE PRIVATA

Photo&Contemporary, Torino

Dal 23/09/2011 al 30/10/2011

Luigi Ghirri


Photo&Contemporary è lieta di presentare una selezione di rare vintage prints realizzate e stampate a cavallo tra l’inizio degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta dal maestro emiliano Luigi Ghirri, attualmente in mostra nella sezione “ILLUMI-nazioni” curata da Bice Curiger nella 54ª edizione della Biennale di Venezia. La mostra intende proseguire l’importante percorso di riscoperta della vasta produzione di Ghirri attraverso alcune opere che ripercorrono una fase di grande intensità sperimentale nella sua ricerca. Saranno presentate alcune sequenze e dittici realizzati con immagini di piccolo formato tratte dalla serie “Catalogo” 1971-1972 e dalla serie “Colazione sull’erba” 1972-1974, che riprende ironicamente il titolo del celebre quadro di Monet e che verte sul rapporto fra individuo e natura e sull’uso del verde negli spazi urbani privati. Altri scatti, come la famosa immagine dei 2 semafori rossi sullo sfondo nebbioso di un palazzo verde tenue (Reggio Emilia, 1973, scelta come copertina del volume antologico curato da Italo Mussini, F.Motta Editore, 2001) ci riportano invece alle serie “Vedute 1970 – 1979” ed alla nota “ Italia ailati 1971 – 1979”, segnando l’avvio di un nuovo modo di leggere l’ambiente circostante, che trova importanti sviluppi nelle successive e note esplorazioni del territorio lungo la via Emilia (1985) ed in tutta la penisola (Il Profilo delle Nuvole e Paesaggio Italiano, 1980-1992 ). Sulla base di un approccio analitico maturato nell’ambito dell’arte concettuale di quegli anni, Ghirri lavora dunque alla costruzione di uno sguardo con cui accostarsi alla decodificazione del mondo contemporaneo, percorrendolo instancabilmente al fine di poterne tracciare una mappatura e definendo sin dall’inizio alcuni “contenitori concettuali aperti” per le proprie ricerche, in modo che ordine, classificazione ed accostamento dei soggetti possano essere cambiati, inseguendo di volta in volta altri percorsi mentali. In questo modo le serie dei suoi lavori si intersecano, completandosi e combinandosi incessantemente come tessere infinite di un mosaico in cui l’approfondimento capillare e continuo non permetta di perdere nulla della geografia sentimentale e della memoria universale dei luoghi. In questa infinita e visionaria avventura del pensiero e dello sguardo intrapresa alla ricerca dell’originale perduto, del genius loci e di un rapporto emozionale con il paesaggio contemporaneo, ai margini degli stereotipi e della spettacolarità dell’immagine, sta la grandezza e la tensione dell’opera di quest’autore a cui la storia della fotografia contemporanea riconosce un ruolo determinante per la profonda influenza che il suo lavoro ha determinato.

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