LES PARAMOURS

Photo&Contemporary, Torino

Dal 25/09/2008 al 31/10/2008

Maurizio Vetrugno


I soggetti dei lavori di Maurizio Vetrugno, presentati nella sua personale c/o Photo&Contemporary – Sett-Ott. 2008 - rappresentano un' ulteriore definizione del suo campo di azione artistico, la scelta dell' ambiguità come materia del fare artistico ed eretta a sistema. Si ricama ciò che non si può nè dipingere, nè fotografare, l'incedere dell'ago e del filo nel tessuto... per dirla con uno slogan: l'ambiguità della Pop Art a Versailles... Ad un'immagine istantanea nel suo apparire, che sia essa presa da un libro oppure originalmente concepita, non è questo il dato rilevante, (alle volte sono i maestri della fotografia ad essere usati come punto di partenza, alle volte le immagini sono create in studio dall'artista) all'istantaneità della decisione fanno da contrappunto i quattro/sei mesi necessari all'elaborazione dell'opera attraverso la traduzione del ricamo. Nel gioco dell'ambiguità semantica il valore della memoria è materia di scambio tra parti non sempre in relazione, proprio come in ogni rispettabile paradosso geometrico. Cosa succede se la memoria ricorda cose mai conosciute? Gli Anni Sessanta, per non pochi aritmetici della storia, rappresentano la decade che non avrebbe mai dovuto accadere, un errore nella Storia della Storia. Gli anni Sessanta Americani sono gli anni Settanta Europei, ma non così pedestremente equivalenti, come sempre ci sono differenze in atto come in qualsiasi ripetizione. In andata e in ritorno. Le figure di questo florilegio di creature, Peggy Moffitt, Jean Shrimpton, Benedetta Barzini, Barbara Steele, Diana Ross, Edie Sedgwick , Jane Birkin, Donyale Luna, Penelope Tree, non sono scelte ed amate perchè incarnano un ideale femminino ma al contrario perchè al loro apparire, discostandosene, creano i canoni per qualcosa che nel tempo si è definito e codificato. Gli effetti li vediamo reali e presenti ancora oggi. Snaturati per quanto si voglia o sublimati ed eretti a sistema, sono presenti nella quotidianità di oggi nell'ombelico scoperto della ragazza sgraziata incontrata per strada o nell'incarnato di Uma Thurman sfogliato nelle riviste di moda o sfiorato nei ristoranti alla moda.

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