Curriculum


Un determinato contesto sociale o uno specifico ruolo nella società sono normalmente il punto di partenza dei lavori di LUIGI GARIGLIO, giovane autore emergente della fotografia di ricerca antropologica. Il risultato finale dei suoi progetti è composto d’immagini a colori e, spesso, di testi. Il piano estetico è tuttavia centrale per lui : la forma è spesso nel suo lavoro indissolubilmente intrecciata al contenuto.
Lavora solitamente con tempi dilatati ed i suoi i lavori nascono sempre all’interno di serie e di progetti - sempre più spesso commissionati da istituzioni culturali od editoriali- che lo impegnano per periodi molto lunghi, a volte anni, come nel caso del progetto “Ritratti in prigione”, realizzato negli ultimi dieci anni di frequentazioni reiterate con centinaia di persone in oltre 40 prigioni di 8 stati europei per giungere ad una sorta di analisi della condizione carceraria in diverse Nazioni : dalla Finlandia all’Italia, dal Portogallo alla Romania, lavoro esposto ed acquistato dallo Stedelijk Museum di Amsterdam. Successivamente ha realizzato la serie “Lap-dancers”, nella quale ritrae donne ungheresi, polacche, brasiliane.. che in Italia lavorano come ballerine in locali di lap dance sottraendo loro ogni artificio spettacolare abitualmente usato nella professione - dal trucco pesante al movimento, dal buio delle sale ai colori intensi dei rapidi show -, lasciandole immerse in una luce chiara e diretta, con lo sguardo sospeso, una volta tanto, ad osservarci. L’artista ci avvicina a queste donne, dal passato spesso severo che traspare dai loro volti, con delicatezza e allo stesso tempo con nuda chiarezza. Come spesso succede nel lavoro di Gariglio, il connubio tra la controllata attenzione sociologica e l’intensa umanità dello sguardo produce immagini che non ci pongono davanti a fatti compiuti, bensì a vicende personali in perenne tensione ed evoluzione. Questi ritratti caratterizzati da una maniacale precisione ed attenzione psicologica sono stati esposti nell’importante collettiva “Das Porträt :Von Mapplethorpe bis Nan Goldin” alla Kunsthalle di Vienna nel 2009 . Sempre nel 2009 ha presentato al Art Museum Jyväskylä il lavoro “ 2 a.m. A Family Business society” pubblicato in un volume fotografico commissionato dal Finnish Museum of Photography di Helsinki e dal Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello B.mo(Milano). Realizzato tra il 2006 e il 2008 in Finlandia, questo è composto dai ritratti di giovani imprenditori e professionisti/e, fotografati alle due di notte nella natura, dai testi scritti di loro pugno che toccano i temi della memoria famigliare e dell’identità individuale e collettiva e dalle immagini dei loro avi ri-fotografate appoggiate a terra nello stesso luogo in cui era stato realizzato il ritratto. Vi è poi un quarto ed ultimo elemento strettamente legato ai primi tre che è composto da una serie di immagini chiamata Dreams. L’autore, a partire dagli incontri con i soggetti fotografati, dall’ascolto delle loro storie, e dalle sensazioni provate in quei mesi di profonda solitudine e isolamento, ha usato la natura come fosse uno studio, uno stage, per trasformare le proprie immagini mentali in opere. Gli interventi fatti dall’autore nel paesaggio, a volte lievi, altre appena percettibili, sono costituiti dall’inserimento o dall’eliminazione di alcuni elementi fisici e nell’uso della luce artificiale proprio come già aveva fatto nei ritratti.
L’ultimo lavoro di Luigi Gariglio,“Sleeping Beauties”2011, è un progetto artistico sulla contemplazione della bellezza e sulla sua trasmissione attraverso le pratiche attuali dell’arte e della rappresentazione visiva e, nello specifico, una ricerca sulla femminilità non solo occidentale; un lavoro site specific che prende forma in base alle diverse ambientazioni dei soggetti ritratti.
Allo stesso tempo, però, “Sleeping Beauties” è anche un lavoro che solleva la questione della condizione e della discriminazione delle donne straniere, semplicemente rendendole visibili e protagoniste dormienti della rappresentazione.
Le “sleeping beauties” non rappresentano donne stereotipate ed appariscenti dello spettacolo, tipiche della realtà mediatica contemporanea, ma creature di una sottile e sopita bellezza che Gariglio ha cercato o incontrato nel suo percorso quotidiano e che ha valorizzato, grazie al trucco, allo styling, alle luci ed al punto di vista delle riprese. Sono per l’autore una metafora complessa della realtà femminile contemporanea , delle sue potenzialità inespresse, della condizione delle donne in Italia, in una società non ancora veramente cosmopolita.
La narrazione visiva si svolge attraverso 2 elementi distinti:
- I ritratti di ciascuna donna ideati e curati nei minimi dettagli dall’autore svolgono la funzione di chiave visiva portante del lavoro. Ogni immagine, realizzata in studio e/o location, presenta il volto in primo piano di ciascuna donna mentre riposa dopo una notte di festa, come lascia trapelare il trucco molto curato, ma ormai in parte disfatto.
- Una raccolta di foto “di famiglia” di ciascuna ragazza che rappresenta attraverso foto-ricordo ed immagini vernacolari la memoria personale ed il passato più o meno recente della medesima. Queste immagini provenienti dall’“album di famiglia” contribuiscono, da un lato, a creare un clima di sogno e di mistero e, dall’altro, mettono in relazione mondi culturali molto lontani tra loro. Da questi frammenti del contesto privato emerge la complessità del mondo contemporaneo, sempre più frutto dell’incontro e dello scontro tra culture diverse.