Curriculum


Pietro Privitera, 1953, nato a Milano. Area di interesse primaria: fotografia.
Nel 1981 pubblica il libro-saggio Scatola Scenica in cui teorizza, attraverso immagini del teatro-danza, uno spazio scenico come schermo e contenitore di geometrie virtuali.
Sperimentatore per vocazione è tra i primi in Italia, negli anni 70\80, a fare ricerca visiva con la Polaroid, con mostre e collezioni in Italia e all’estero.
Si laurea in Filosofia con una tesi di Storia dell’Arte sulla Polaroid come fenomeno artistico, analizzando le implicazioni sociali e psicoanalitiche della fotografia a sviluppo immediato.
Crea e cura per la rivista “Progresso Fotografico” uno spazio di approfondimento teorico dedicato alle contaminazioni tra arte e fotografia.
Come fotografo di moda, sua principale attività professionale, collabora per anni con “Vogue” e “Harper’s Bazaar”, a Milano, Parigi e Monaco.
Nel 1996 vince il premio Kodak Europeo per il ritratto.
Dal 2000 si appassiona allo studio dell'immagine informatica, prima attraverso il web e in seguito con progetti fotografici in cui confluiscono le esperienze della foto tradizionale coi nuovi linguaggi delle tecniche digitali.
Tra il 2014 e il 2016 sul social Instagram realizza una galleria di oltre 800 immagini dal titolo Wundergram: a digital wunderkammer experience e, in occasione della personale Atlante di uno sguardo fotografico allo SpazioBorgogno di Milano, pubblica il saggio Polagram o Instaroid, riflessione sulla fotografia contemporanea ai tempi dei social network.
Nel 2017 espone con una mostra personale alla galleria Photo&contemporary di Torino, il “Giornale dell’arte” dell’editore Allemandi dedica un inserto speciale sul suo saggio relativo a Instagram, partecipa ad Artissima e a Paris-Photo, tiene alla Triennale di Milano una Lectio magistralis sulla propria ricerca creativa dal titolo Il magico quadrato.
Nel 2018 realizza il libro d’artista Coincidenze. Breve storia della fotografia raccontata in 101 immagini attraverso uno smartphone. Un confronto creativo tra il passato e un futuro affidato ai nuovi linguaggi dell’immagine.