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L’universo onirico e parallelo alla realtà dell’artista, già invitato alle Biennali Veneziane del 1995 e del 2009 (Padiglione Italia), è attualmente rappresentato da nuove opere del repertorio creativo di Bolla, basate sull’uso sistematico di cristalli Swarovski e di carte da gioco.
Con quest’ultima tecnica, in particolare, l’autore ha realizzato recentemente alcune inedite e sorprendenti installazioni di grande formato, presentate in una doppia personale torinese da Photot&Contemporary e dalla galleria Zabert (Marzo-Aprile 2014) tra le quali un gigantesco fungo atomico, alcuni grandi animali che invadevano le sale espositive, grandi ali sospese alle pareti ed una serie di Mandala e di grandi stelle in basso rilievo che creavano intriganti ed ingannevoli effetti optical.
Completavano l’esposizione una grande installazione realizzata con Swarovski e 2 tonnellate di terriccio, intitolata “Ossuary Vanitas” ed un’ironica “ Stanza” in legno e cristalli sul rapporto interiore tra l’artista e la pittura.
Il percorso dell’autore saluzzese si definisce talvolta attraverso la ricerca di nuovi valori formali e metaforici a partire da oggetti reali, decontestualizzati ed estremizzati nella loro fragile ed effimera esistenza, altre volte si tratta di “mirabilia naturalia”, di esseri viventi ed animali mitologici liberamente interpretati. In tal senso, il cristallo e la carta da gioco rappresentano l’idea di Vanitas e l’azzardo esistenziale dunque l’ossimoro visivo tra il senso d’inutilità e la pulsione creativa, tra la rappresentazione dell’opulenza e la miseria umana, tra l’eternità dell’arte e la caducità terrena. Opere frutto di grande virtuosismo che perdono il peso specifico tipico dell’opera scultorea attraverso l’ impressione di inconsistenza e leggerezza materica.
La sua lettura dissacratoria e ludica della realtà sottolinea con forte accento post-surrealista la trasfigurazione simbolica dell’oggetto in icona contemporanea.
Mantenendosi distante dall’aura glamour che circonda molti artisti suoi coetanei, Nicola Bolla, soprattutto con le sue opere realizzate con gli Swarovski (il suo teschio tempestato di cristalli del 1997 ha probabilmente ispirato Damien Hirst…), ha anticipato una profonda riflessione sulla ns. società sempre più dipendente dalla moda e dall’aspirazione al lusso ed ai suoi status symbols e sul rapporto ambiguo e promiscuo tra sistema dell’arte e fashion system.
La sua poetica affascinante ed indipendente ha condotto l’autore all’affermazione in Italia ed in Europa, nonché all’apprezzamento a livello globale negli ultimi 10 anni,con la partecipazione ad esposizioni personali e collettive negli USA ed in Cina. Recentemente una sua scultura in Swarovski è stata inserita nel catalogo dell’ultima “Italian Sale” di Sotheby’s e battuta a Londra lo scorso 17 Ottobre.