Curriculum


Durante la sua trentennale carriera, Beatrice Helg ha preso ispirazione da architettura e teatro, costruendo immagini come scenografie, ed esplorando forme geometriche e utilizzando materiali, quali piastre di acciaio, ferro arrugginito o vetro. Con uno straordinario senso della luce, l’artista "scolpisce" lo spazio e crea universi monumentali. Le sue immagini sono improbabili installazioni in studio: fogli di metallo si librano sopra il pavimento, lastre di vetro smerigliato sono in precario equilibrio le une sull'altre ... si gioca un dramma metafisico. Gli artisti che la hanno ispirata vanno all’istruttore costruttivista Bauhaus Laszlo Moholy-Nagy ai surrealisti come Man Ray, ma invariabilmente sono figure che, come lei, considerano la fotografia quasi come uno strumento sperimentale, il cui vero potere può essere intravisto solo attraverso il lavoro in studio. Si esercita nella tradizione della “staged photography”, ma piuttosto che raffigurare semplicemente oggetti raffiguranti, ci suggerisce apparizioni o presenze invisibili. Solo nella serie più recente Avant-scène Beatric Helg ci rivela un indizio per comprendere le dimensioni dello spazio raffigurato: si vede un vero e proprio palcoscenico, con il suo impianto di illuminazione. Béatrice Helg è nata a Ginevra nel 1956. Ha studiato fotografia in California e New York negli anni Settanta, e nel 1979 ha preso parte all'organizzazione di Venezia '79 - La Fotografia. I sui lavori sono stati esposti ampiamente in Europa e negli Stati Uniti, con mostre personali presso il Museo Tinguely di Basilea, l'IVAM (Institut Valencia d'Art Modern) di Valencia, Rencontres d'Arles ed il Museum of Photographic Arts di San Diego. Il suo lavoro è in numerose collezioni pubbliche tra cui la Bibliothèque Nationale, Parigi; l’International Center of Photography di New York, il Los Angeles County Museum of Art, il Museum of Fine Arts di Houston e la National Gallery of Canada di Ottawa.