Curriculum


Enzo Obiso nasce a Campobello di Mazara (TP) nel 1954. Inizia a fotografare allʼinizi degli anni settanta. “Di Enzo Obiso nel ʼ74 si era visto a Torino un interessante servizio fotografico dedicato alla popolazione Xavantes del Mato Grosso, gli fece seguito nel 1976 una personale alla Galleria Documenta. Qui si rendono evidenti le sue propensioni per una fotografia di ricerca, nella quale lʼesperienza tecnica va di pari passo con la maturazione del suo mondo visivo.” (Angelo Dragone da La Stampa, 11 luglio 1982).
In occasione della sua prima mostra personale nel 1976 alla Galleria Documenta, espone una serie di ritratti di giovani, ambientati nelle aule dell’Accademia e del Liceo Artistico di Torino. Si diploma all’Accademia Albertina di Torino nel 1978 e nello stesso anno, per l’editore Piero Campi, è in Etiopia per realizzare un progetto fotografico al seguito del Fronte di Liberazione Eritreo.
Nel 1980 segue la seconda personale per Arti Visive Proposte a cura di Francesco Poli al Palazzo Carignano di Torino; sempre a Torino nel 1983 fonda, insieme ad alcuni artisti e critici, l'Associazione Culturale VSV in via Po 28, uno dei primi Spazi Espositivi direttamente gestito da artisti. La VSV ha rappresentato un buon trampolino di lancio per giovani artisti e una importante officina creativa che ha contribuito a creare quell'energia che è oggi il Sistema Arte Torino.
Rispettivamente nel 1989 e nel 1991 viaggia in India e Mongolia per realizzare appunti visivi di avventure professionali, vissute con intimità e riflessione. Sull’India la casa editrice Monica Smith Editore (Torino) ha realizzato un libro fotografico con immagini in bianco e nero che insieme ad una mostra parallela ha girato l’Europa dal 91 al 95 attraverso il prestigioso circuito internazionale della Fnac. Sempre del 1989 è la mostra India alla Shirley Day & Rossi Gallery a Londra.
A partire dal 1990 inizia un percorso fotografico sul nudo femminile (che prosegue tuttora) esposto per la prima volta nel 1993 con la mostra Ritratti di beata bellezza a cura di Guido Costa, in occasione del Festival dei Due Mondi di Spoleto e a Bolzano alla galleria Boudoir de la Photo.
Sempre nel 1993 fa parte di un gruppo di 4 fotografi italiani (Enzo Obiso, Gianni Berengo Gardin, Massimo Vitali e Giuliano Carafoli) invitati a Mediterranea V Biennale Internazionale della Fotografia di Torino per raccontare lʼalbero simbolo del Mediterraneo con al mostra Fin dove cresce l’ulivo, esposta poi nellʼanno successivo in diverse sedi in Italia.
A partire dal 94, lavora con la Galleria dʼArte Franco Toselli di Milano.
Sono del 1996 le personali Partito preso alla GNAM Galleria Nazionale dʼArte Moderna di Roma, a cura di Anna Mattirolo e Invito alla Galleria Cardi di Milano. Nello stesso anno prende parte alle mostre: 1950-1990 Ultime Generazioni XII Quadriennale di Roma; Finestre nello spazio Viafarini di Milano; Lodi all’Arte al Museo Civico di Lodi.
La seconda metà degli anni novanta vede ancora Enzo Obiso protagonista in importanti mostre personali e collettive, in istituzioni pubbliche e spazi privati, tra cui: nel 97 Partito Preso: Primo bilancio alla GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, a cura di Anna Mattirolo e Gattopardi - artisti viaggiatori in Sicilia a Capo d’Orlando (Me) a cura di Luca Beatrice.
Nel 1998 alla GCM Galleria Civica dʼArte Moderna di Modena per la mostra 1968 - 1998 Fotografia e Arte in Italia a cura di Walter Guadagnini e Filippo Maggia. Nel 1999 inaugurano le due personali Tempo ideale alla Fondazione Italiana per la Fotografia - Torino a cura di Denis Curti e Palpiti alla Galleria Arte in scena – Studio Bocchi di Roma. Nello stesso anno prende parte al progetto Da Guarene all’Etna, via mare, via terra per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, presentata nel 1999 a Taormina e successivamente esposta nel 2000 a Modena, nel 2001 a Milano alla Fondazione Stelline e nel 2002 – in una versione rinnovata dal titolo Da Guarene all’Etna, 02 – nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia.
Gli anni 2000 iniziano con una mostra personale alla Galleria Ca’Di Fra di Milano in occasione della quale, come nelle precedenti Tempo ideale e Invito, presenta scene di nudo, paesaggi e scatti di quotidianità dello studio. “Enzo Obiso con India e Invito rivela una straordinaria attenzione per gli scarti di significato fra insiemi e frammenti di una medesima realtà, sfruttati con sensibilità e grande maestria per costruire percorsi visivi di conoscenza. Troviamo fra loro affiancati, senza soluzione di continuità, paesaggi naturali e artificiali, figure di esseri viventi - siano essi animali o persone - e sorprendenti figurazioni fantastiche (...)” (Marina Miraglia da “il 900 in fotografia e il caso torinese”. Edizioni Hopefulmonster 2001, Torino)
Nel 2002 entra a far parte della collezione della GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino in occasione della mostra Il Silenzio della superficie. Nel 2003 prende parte al progetto Atlante Italiano 2003 con il quale la DARC costituisce il primo nucleo della collezione di fotografia contemporanea per il Museo di Architettura del Centro Nazionale per le Arti Contemporanee, cui fa seguito lʼomonima mostra alla Fondazione MAXXI di Roma.
Seguono le personali A occhi nudi nel 2005, mostra interamente dedicata al nudo e caratterizzata da un costellazione di fotografie di occhi (sono persone che guardano l’arte), Mongolia e Images from the Steppes nel 2006 rispettivamente a Londra e Bath al Museum of East Asian Art.
Tra le più recenti mostre collettive istituzionali ci sono: nel 2010 H2O OEuvres de la Collection Sandretto Re Rebaudengo al Palais Lumière di Eviàn in Francia, nel 2011 L’Italia va in vacanza a cura di Pio Baldi e Margherita Guccione, alla Fondazione MAXXI di Roma, nel 2012 ...e bellezza sia! Fondazione 107 di Torino.
Mostre, progetti e partecipazioni istituzionali sono tutte raccolte e presentate in libri, cataloghi e riviste del settore dell’arte. I cataloghi di Invito e Ritratti di beata bellezza sono arricchiti dai testi di Guido Costa, Tempo Ideale è introdotto dai testi Il tempo inventato di Denis Curti e Orizzonti erratici di Tiziana Conti. Il testo Frammenti di un tempo interiore di Filippo Maggia introduce il lavoro di Enzo Obiso per la mostra Silenzio della Superficie. Nel libro A occhi nudi il testo è di Francesco Poli.
Enzo Obiso è, per il Dipartimento di Fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino, coordinatore dal 2000 e docente dal 1998. Nel 2011 è co-fondatore e Direttore Artistico di PHOS Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive.